don giulio farina


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L' Anatomia e la chirurgia nella storia dell' Arte

Grecia arcaica, periodo imprecisato: nella città di Corinto la figlia di Butades, vasaio di Sicione, sta per separarsi dal proprio amato, probabilmente in partenza per la guerra. Per serbarne l'immagine, o fors'anche per un rito propiziatorio mirato a scongiurare il pericolo della sua morte, la ragazza proietta, con una lucerna, l'ombra del giovane e ne disegna i contorni sulla parete. Induce poi il padre vasaio a dare consistenza plastica a quella forma, ricavandone il modello per un ritratto d'argilla. La leggenda, raccontata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia, ha ispirato nel tempo opere di Giorgio Vasari, di Felice Giani, di Murillo e altri artisti.


Non sappiamo quanto sia attendibile questa tesi sull'origine della pittura e della scultura, ma è bello pensare che l'arte del disegno anatomico sia nata per una necessità dettata dall'amore. La figura umana, intesa non solo nella sua corporalità ma anche e soprattutto nelle sue valenze affettive, è tra i soggetti centrali della nostra cultura: anche la scienza medica, come le arti, trae origine dall'amore e dal rispetto per l'uomo.


Jean-Baptiste Regnault, L'origine della pittura (1785), olio su tela; Versailles, Musée National du Château.
(http://www.wga.hu/art/r/regnault/1dibutad.jpg)


Molti considerano l'arte e la scienza come due mondi estranei fra loro, ma sono in errore. L'opera d'arte non sorge dal nulla: ha bisogno di studi e competenze tecniche spesso notevolmente complesse; e pure la scienza e la tecnologia sono ben poca cosa, quando ad animarne il progresso non c'è una forte spinta a migliorare le condizioni di vita collettive e le sorti dell'uomo. L'arte e la scienza sono - o dovrebbero essere - inseparabili come l'emozione e la ragione, lo spirito e la materia, il sogno e il progetto. Il genio di Leonardo da Vinci portò a straordinarie conseguenze questo modello di integrazione fra gli interessi umanistici e scientifici, armonizzando pittura e anatomia, scultura e architettura, letteratura e ingegneria, musica e matematica. Il suo famoso disegno dell'Uomo vitruviano, riprodotto persino sulle nostre monete da un euro, rappresenta in modo esemplare la sua concezione dell'anatomia umana come sistema ideale di proporzioni matematiche, geometriche e architettoniche.


Leonardo da Vinci, L'uomo vitruviano (1490 circa); Venezia, Gallerie dell'Accademia.
(http://it.wikipedia.org/wiki/File:Da_Vinci_Vitruve_Luc_Viatour.jpg)

L'altro genio assoluto del Rinascimento, Michelangelo Buonarroti, anch'egli convinto propulsore di una visione multidisciplinare della cultura, ci ha lasciato non solo statue, affreschi e monumenti di stupefacente grandiosità, ma anche mirabili versi di poesia. La sua attività intellettuale procedeva di pari passo con la fatica fisica (andava di persona a scegliersi, sulle Alpi Apuane, i blocchi di marmo più adatti ai suoi progetti di scultura, e li voleva tutti d'un pezzo, per cavarne le forme desiderate a colpi di scalpello) e con lo studio approfondito dell'anatomia umana, così scrupoloso da rendere evidente, nelle sue opere, non solo l'estrema verosimiglianza fisica ma il soffio stesso dell'energia vitale.


Michelangelo, L'Aurora (1524-1527), marmo; Firenze, Basilica di San Lorenzo, tomba di Lorenzo de' Medici.
(download da http://www.florin.ms/aurora1.jpg)




Michelangelo, Studio per Adamo (1511 circa); Londra, British Museum.
(http://www.britishmuseum.org/explore/highlights/highlight_image.aspx?image=ps219951a.jpg&retpage=22655)

Scienza e realismo trionfano in un capolavoro di Rembrandt del 1632, quando il pittore, allora ventiseienne, ricevette l'incarico di immortalare una lezione di fisiologia del braccio tenuta dal dottor Tulp, primo anatomista della corporazione chirurgica di Amsterdam. Per la cronaca, il cadavere era quello di un criminale appena impiccato; ma qui è semplicemente il corpo umano, illuminato come una rivelazione: un'opera d'arte della natura che gli astanti osservano con lo stupore riservato ai grandi misteri svelati, mentre il dottor Tulp, in una postura che non potrebbe essere più autorevole e solenne, sembra conferire alla scena un carattere altamente scientifico e allo stesso tempo estetico, carismatico, persino religioso.

Rembrandt van Rijn, La lezione di anatomia del dottor Nicolaes Tulp (1632), olio su tela; L'Aja, Mauritshuis.
(http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5d/Anatomie_Nicolaes_Tulp.jpg)

Fra le più emozionanti rappresentazioni artistiche del corpo umano non ci sono soltanto quelle che ne mettono in risalto la bellezza e l'armonia: la Venere di Milo, la Primavera botticelliana, il David di Michelangelo, le Grazie del Canova e lo sconfinato e variegato repertorio di classici d'ogni tempo al quale quegli esempi appartengono. In altre opere, la bellezza non è nelle forme in se stesse ma nella intensità della verità raffigurata. Nei Cristi e in certi autoritratti di Albrecht Dürer, specialmente in quelli della maturità e della malattia, la carne è sconfitta, cede malinconica al declino; il dolore s'impone, seminando ansie e turbamenti. Ancora una volta l'arte e la medicina si trovano affiancate nella stessa missione, quella di "ricostruire" l'esperienza umana nella sua integrità: un insieme di forze e debolezze che chiede di essere studiato, compreso, aiutato.

Albrecht Dürer, Autoritratto come "Uomo dei dolori" (1522), grafite su carta colorata; Brema, Kunsthalle.
L'originale andò distrutto durante la seconda guerra mondiale.
(http://employees.oneonta.edu/farberas/arth/images/arth_214images/durer/durer_selfportraits/durer_man_sorrows.jpg)




Il corpo umano nell'arte contemporanea. Ron Mueck: Big man (2000), tecnica mista; Washington, Smithsonian Institution, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden.
(http://www.brooklynmuseum.org/exhibitions/ron_mueck/images/Big-Man_542.jpg)


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