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Nuove Frontiere:

L' assistenza psicologica a pazienti e familiari

Intervento di psicologia clinica in collaborazione fra le unità di Psicologia dell'Età Adulta e di Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera San Gerardo dei Tintori di Monza e l'Associazione Don Giulio Farina.

Tra l'aprile e il dicembre 2008, presso il D.H. di Oncologia Medica del San Gerardo sono state gettate le basi per un programma di interventi di psicologia clinica a sostegno dei pazienti oncologici e dei loro familiari. Nel periodo indicato è stato infatti realizzato un progetto sperimentale per trattare le difficoltà emotive e affettive correlate alla patologia oncologica, e per prevenire - laddove necessario - l'aggravamento di situazioni di sofferenza a rischio, offrendo un supporto nella gestione dei processi emotivi e relazionali determinati dalla malattia.

Alla radice del progetto c'è la convinzione che il centro di ogni percorso medico e terapeutico è la persona nel suo insieme, e non solo la sua dimensione biologica. Il paziente - specialmente quando affetto da malattie oncologiche - non è solo qualcuno da curare fisicamente; è un soggetto unico e complesso, diverso da tutti gli altri, con sentimenti e reazioni che richiedono estrema attenzione e delicatezza.

La diagnosi e il trattamento di patologie oncologiche rappresentano infatti momenti di profonda rottura rispetto alla coerenza e alla continuità del vissuto soggettivo e personale. Possono sorgerne, per reazione, sindromi che vanno a intaccare il benessere psicologico della persona e rischiano di compromettere persino l'efficacia del trattamento clinico, inducendo atteggiamenti di demotivazione e sfiducia nella cura e riducendo il grado di adesione alle prescrizioni.

La condizione dei familiari e, più in generale, di coloro che si trovano a condividere l'esperienza del malato, è spesso minata da ansie e sofferenze, tenute in parte nascoste con grande fatica; angosce che meriterebbero, nei casi più gravi, di essere trattate anch'esse come una malattia. Da seguire con cura persino maggiore sono i nuclei familiari già problematici per situazioni relazionali preesistenti: casi in cui l'impatto emotivo della malattia può comportare l'insorgenza di una sindrome psicopatologica. Lo studio sperimentale realizzato al San Gerardo, teso ad acquisire una più approfondita conoscenza delle reazioni psicologiche alla malattia, servirà anche a ispirare e coordinare le attività delle strutture territoriali del Dipartimento di Salute Mentale, per il trattamento delle forme più intense di sofferenza. Gli interventi di supporto psicologico vanno inquadrati in una cornice di "assistenza integrata": un modello di affiancamento al paziente che non si esaurisca nel programma di cure specifiche più adatte al suo caso, ma che comprenda anche la consapevolezza dei risvolti psicologici causati dalla malattia e la collaborazione per ammortizzarne l'urto.


L'attività clinica.

Il programma sperimentale del 2008 si è svolto presso la sede dell'Associazione Don Giulio Farina e presso gli ambulatori di Psicologia Clinica dell'ospedale San Gerardo, attraverso una serie di colloqui di circa 50 minuti ciascuno. I colloqui hanno avuto una periodicità variabile a seconda della necessità clinica del malessere riscontrato, della domanda di cura formulata dall'utenza, delle risorse personali del paziente e della sua possibilità di usufruire di una adeguata rete esterna di sostegno.

Alcuni pazienti sono stati presi in carico sin dal momento della comunicazione della diagnosi; altri durante il ciclo di terapia attiva; altri ancora al termine delle cure. Nell'insieme, il campione esaminato ha rappresentato con credibile fedeltà la varietà di reazioni psicologiche che si accompagnano al malessere di cui ci occupiamo. I colloqui, cui hanno partecipato pazienti dell'unità di Oncologia Medica del San Gerardo, sono stati ottenuti in parte tramite invito del personale ospedaliero e di volontari, in parte su richiesta spontanea degli interessati.

Per ciascun caso sono stati previsti, oltre al colloquio iniziale necessario alla valutazione clinica, uno o due colloqui successivi di sostegno concordati con il paziente. In totale sono state eseguite 99 prestazioni, a favore di 31 situazioni individuali e di 12 nuclei familiari inseriti in un percorso integrato. Gli elementi rilevanti emersi sono stati costantemente discussi con il personale medico e infermieristico, al fine di meglio integrare la conoscenza e la competenza delle diverse figure professionali e garantire un trattamento articolato e coerente, volto al benessere globale della persona.

Osservazioni.

I temi emersi con maggior frequenza durante gli incontri sono stati le ansie (paura, angoscia) sull'incolumità e l'integrità fisica del paziente, sull'incurabilità vera o presunta della malattia, sulla minaccia di morte (timore incombente anche se non sempre esplicitato) vissuta come una condanna; allarmi e apprensioni che generano sentimenti di impotenza tanto nei pazienti quanto nei familiari.

Alla malattia oncologica e al suo trattamento si associano, come riportato da diverse esperienze, notevoli cambiamenti che influenzano e alterano non solo la vita interiore del paziente, ma anche la sua quotidianità e il suo stile di vita. Il mutamento di status sociale indotto dall'infermità - abbandono o riduzione del ruolo attivo e produttivo, sia nell'ambito del lavoro che delle responsabilità familiari - contribuisce a svuotare di senso la realtà circostante; la ristrutturazione dell'esistenza propria e altrui, che consegue alla malattia, sfocia non di rado in sentimenti di rabbia, frustrazione, tristezza. A ciò si aggiungono i disagi specifici di chi ha dovuto subire interventi chirurgici, con il loro lascito di tracce sul corpo a volte indelebili; ne risultano sensazioni penose di alterazione della propria immagine fisica e, nel profondo, della propria identità.

Altra fonte importante di problemi è il momento del trattamento attivo chemioterapico, che può a volte causare malesseri fisici e conseguenti sintomi ansiosi o depressivi tali da ridurre l'efficacia del trattamento stesso. Gli effetti collaterali e indesiderati delle cure tendono a rendere ancora più pressante la presenza della malattia, che sembra aggravarsi anziché migliorare. La convivenza con la malattia non è mai facile, giacché induce sentimenti oscillanti tra due poli estremi: dalla rimozione forzata del pericolo, con aspettative di guarigione imminente e completa, al senso di impotenza e di delusione. Le oscillazioni emotive si accentuano in vista degli esami di controllo; eventuali ricorsi della malattia riattivano ansie e preoccupazioni che sembravano superate, moltiplicandone il grado di intensità.

I cambiamenti nella vita delle persone affette da un tumore si ripercuotono ovviamente sulle loro relazioni, e in particolare nell'ambito familiare. Si è spesso rilevata, nei parenti coinvolti nel processo di cura, la difficoltà di gestire i mutamenti d'umore del paziente. Tutto diventa più arduo: immaginare e condividere progetti; sentirsi utili, capaci di fornire un aiuto pratico ed efficiente; sostenere con successo, nell'emergenza, il ruolo di partner ideali, angeli in grado di alleviare lo stato di crisi emotiva in cui versa il proprio congiunto. Ne consegue un crescente senso di inadeguatezza, un'altalena di sensi di colpa e volontà di fuga che produce ulteriore sofferenza.


Una iniziativa da continuare e da sviluppare.

L'idea di integrare l'assistenza psicologica nel programma terapeutico dei malati di tumore si iscrive in una moderna visione dell'attività sanitaria, al cui centro c'è la persona che soffre e non soltanto il suo corpo. Al San Gerardo, le unità operative di Psicologia dell'Età Adulta e di Oncologia Medica intendono dare un seguito e uno sviluppo al lavoro fatto insieme, con l'obiettivo di rendere sempre più efficaci i rispettivi interventi a favore del paziente e del suo ambito familiare. L'Associazione Don Giulio Farina, con i suoi volontari, è a sua volta impegnata nel favorire e facilitare, nell'ambito delle sue possibilità, un contatto proficuo fra il servizio di assistenza psicologica e i pazienti di Oncologia che abbiano bisogno di ricorrervi, parenti compresi.


Dott. Lorenzo Tagliabue
Azienda Ospedaliera San Gerardo dei Tintori, Monza
Dipartimento di Salute Mentale
Unità Operativa di Psicologia dell'Età Adulta


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