don giulio farina


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Ti Accompagno ...

Ti accompagno in ospedale

Enzo Rocco

In pensione da un po' di anni e lieto di avere piu' tempo per me, la famiglia, gli amici, lo sport, mi è sembrato doveroso, come capita a molti, dedicare del tempo all'aiuto di chi ne ha bisogno.
Avevo avuto qualche esperienza di volontariato. Nessuna di soddisfazione. Pastoie burocratiche e discussioni inconcludenti fanno parte purtroppo anche di questo mondo e non ero convinto di aiutare realmente qualcuno.
Quando circa due anni fa il dottor Perego mi parlò dell'Associazione Don Giulio Farina chiedendo, da buon presidente, di contribuire a sostenerla, espressi subito interesse per l'attività di trasporto dei pazienti presso i centri di terapie oncologiche dell'ospedale San Gerardo. Mi sembrava un'attività concreta, sicuramente utile e poco soggetta a "disperdersi in chiacchiere". In realtà si è rivelata essere molto di più…

Il servizio, come dicevo, indirizza pazienti, di Monza e comuni circostanti, che devono sottoporsi a sedute ricorrenti, e quasi sempre numerose, di terapie oncologiche (radio e chemio) impossibilitati a recarsi in ospedale autonomamente. Si svolge così: i pazienti o loro familiari, normalmente via Call Center Oncologico del San Gerardo, ma anche direttamente, prendono contatto con Alessandra, la nostra "dispatcher" telefonica, che smista gli impegni agli autisti accompagnatori, tutti volontari così come Alessandra. Utilizziamo un QUBO FIAT bianco ecologico (a metano) generosamente donato da Inner Wheeler di Monza. Il QUBO è il nostro luogo di lavoro; ma anche di relazione con i pazienti.

Se la prima volta che li incontri ti senti un po' a disagio al fianco di una persona che, sai, sta vivendo un difficile periodo di ansia, di sofferenza, di timore, ti accorgi subito che basta introdurre un argomento, anche futile, e sono loro a toglierti dall'imbarazzo, quasi sollevati di vivere quella mezz'ora in auto come una parentesi di normalità. I più infatti amano aprirsi, come con un conoscente o un amico: e si parla delle preoccupazioni e delle gioie familiari, degli hobby, delle realizzazioni di vita, del lavoro, attuale o passato; ma anche della malattia, della battaglia che stanno vivendo. Tutti mostrano una sorprendente serena consapevolezza, e anche fiducia, spesso certezza, che è solo questione di tempo per uscirne. Ciò, si comprende chiaramente, perché rassicurati dalla competenza e dalla dedizione dei medici e di tutto il personale sanitario che li segue. Devo a loro, ai miei pazienti (così li considero neanche la loro guarigione dipendesse da me) se oggi penso all'ospedale come un luogo di speranza più che di sofferenza. E quando la volta dopo ci si rivede, si riprende da buoni amici da dove ci si era interrotti.
Al servizio dedico un giorno alla settimana, il martedì. Gli altri giorni operano Dario, Fausto, Gabriele, Gianluigi e Italico. E tutti i martedì torno a casa arricchito, ma anche pieno di ammirazione per quanto le persone, nel dolore, sappiano essere forti. E soddisfatto. Perché ci sono grate. Ce lo esprimono in tutti i modi: con gli occhi, con le parole, con una donazione. "Come faremmo senza voi volontari" ci dicono spesso. Fortunatamente il servizio è sempre più conosciuto. Lo prova il fatto che nei primi cinque mesi di questo anno abbiamo già superato i trasporti effettuati nell'intero 2012.

Sono contento di poter dare il mio contributo.
Enzo Rocco


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